Questioni di teoria scacchistica contemporanea
Lipnitsky Isaac

L’opera uscì nel 1956, in un contesto marginale sotto tutti gli aspetti: a Kiev, con una tiratura limitata (per i criteri sovietici, ovviamente) e zeppa di refusi, tanto che, nel momento stesso in cui vedeva la luce, pareva già condannata all’oblio. Ma... in seguito avvenne qualcosa di incomprensibile.
«Lipnitskij raccomanda...» «A parere di Lipnitskij...» sono frasi che si ritrovano in Botvinnik e in Fischer. Due grandi campioni, tanto diversi tra loro, prendevano molto sul serio il libro di Lipnitskij. Ampiamente noto in una ristretta cerchia, ma inaccessibile alla gran massa dei lettori, il libro occupa un posto d’onore nella biblioteca di Grandi Maestri e allenatori, ma forse desta il maggior entusiasmo in chi... non l’ha mai letto e ne ha solo sentito parlare, o ne ha intravisto qualche capitoletto. Questo libro è diventato una leggenda.
Descrizione
Habent sua fata libelli. “Anche i libri hanno il loro destino” dicevano gli antichi. Il destino del libro “Questioni di teoria scacchistica contemporanea” di Isaak Oskarovic Lipnitskij non si può definire fortunato neppure con tutta la buona volontà; va considerato piuttosto leggendario o, ancor più, misterioso e inesplicabile, eppure la sorte di quest’opera è stata ben più felice di quella del suo autore.
Finita la Seconda guerra mondiale, l’ex-combattente e decorato Isaak Lipnitskij tornò alla vita di tutti i giorni. Nel 1950 arrivò al punto culminante della carriera: nella finale del XVIII Campionato dell’URSS si piazzò 2°-4°, preceduto soltanto da Keres e lasciandosi alle spalle Smyslov, Petrosjan, Geller, Averbakh...
Aveva solo ventisette anni e tutta la vita davanti a sé, la carriera in ascesa, ed era senza dubbio destinato a diventare uno dei migliori giocatori del Paese. Ma una terribile malattia incombeva su di lui, pronta a giocare la sua mossa più forte. Isaak Oskarovic morì nel 1959 a soli trentasei anni. Si era qualificato di nuovo per la finale del Campionato sovietico, ma ormai non era più in grado di concentrarsi come si deve. Pienamente conscio di quanto stava avvenendo, si era ritirato gradatamente dalla pratica, dedicandosi all’insegnamento e alla stesura del suo Libro.
L’opera uscì nel 1956, in un contesto marginale sotto tutti gli aspetti: a Kiev, con una tiratura limitata (per i criteri sovietici, ovviamente) e zeppa di refusi, tanto che, nel momento stesso in cui vedeva la luce, pareva già condannata all’oblio. Ma... in seguito avvenne qualcosa di incomprensibile.
«Lipnitskij raccomanda...» «A parere di Lipnitskij...» sono frasi che si ritrovano in Botvinnik e in Fischer. Due grandi campioni, tanto diversi tra loro, prendevano molto sul serio il libro di Lipnitskij. Ampiamente noto in una ristretta cerchia, ma inaccessibile alla gran massa dei lettori, il libro occupa un posto d’onore nella biblioteca di Grandi Maestri e allenatori, ma forse desta il maggior entusiasmo in chi... non l’ha mai letto e ne ha solo sentito parlare, o ne ha intravisto qualche capitoletto. Questo libro è diventato una leggenda.
Ma che cos’ha di tanto particolare?
È un’opera meravigliosa e fantastica in virtù della completa assenza di ogni banalità. Basta sfogliarlo e leggere un paio di pagine a caso per rendersene conto. Vi sono libri compilati diligentemente da autori che si sforzano di convincerci che due più due fa quattro o che il Volga sfocia nel mar Caspio. E vi sono libri che destano il pensiero.
Un libro del genere è ora sotto i vostri occhi. Cinquant’anni dopo la sua comparsa, torna a rinascere per la seconda volta.
Anatolij Karpov
più volte Campione del mondo
Informazioni
- Casa editrice Edizioni Ediscere
- Codice 8651
- Anno 2025
- Pagine 222
- Isbn 9788888928876